Le proprieta’ del kiwi

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Le proprieta’ del kiwi

Tutti i benefici di un prezioso superfood

Quando si parla delle proprietà del Kiwi sono principalmente due quelle che si possono definire ormai conclamate: l’effetto sulla regolarità intestinale e il suo contenuto in vitamina C. Si, è proprio il caso di chiamare questo frutto “superfood”.

Partiamo dalle origini, approfondiamo quindi una delle proprietà del kiwi per le quali è particolarmente apprezzato e conosciuto: il suo effetto sulla regolarità intestinale.

La stitichezza è una problematica comune, tanto che nella popolazione occidentale si stima un impatto fino al 24% nelle persone anziane, in particolare tra le donne. Nei casi di stitichezza si consigliano misure generali come un aumento nell’assunzione di acqua, di fibre alimentari e l’uso di lassativi.

Una dieta con una quantità sufficiente di fibre (20-35 g al giorno) aiuta a formare feci morbide e voluminose. I kiwi interi sono stati utilizzati e promossi per molti anni al fine di mantenere un adeguato comfort addominale.

È stato dimostrato che i componenti presenti nel kiwi aumentino la massa e la morbidezza delle feci. Si pensa che la combinazione di fibre solubili e insolubili, polifenoli e in particolare di una molecola chiamata actinidina, conferiscano benefici gastrointestinali, riduzione del disagio addominale, sia in individui con sindrome dell’intestino irritabile che in persone sane che soffrono di stitichezza.

È noto che la fibra alimentare nel kiwi è di circa 3,4 g/100 g, dimostrandosi quindi una buona fonte di fibra alimentare. Inoltre, una delle sostanze che si è ritrovata nel kiwi e che si è visto poter interagire nel favorire un regolare transito è appunto l’actinidina, un enzima proteolitico.

Recenti studi hanno dimostrato che l’actinidina aiuta la digestione delle proteine ​​sia nello stomaco che nell’intestino tenue. Tutto ciò suggerisce che l’enzima possa aiutare la digestione delle proteine, essendo quindi di beneficio anche agli individui con funzione digestiva compromessa.

I benefici del kiwi nella dieta giornaliera

È stato riscontrato come il consumo giornaliero di due kiwi aumenti la frequenza, riduca il tempo di transito gastrointestinale e migliori le misure di comfort intestinale.

Infatti, il kiwi favorisce un effetto prebiotico, cioè di sostegno al nostro microbiota intestinale, promuovendo il contenuto di lattobacilli e bifidobatteri, fintanto che il frutto viene consumato. L’effetto si è visto variare da individuo a individuo.

I kiwi sono una buona fonte alimentare di molecole di origine vegetale ad azione antiossidante, come già sappiamo, tra tutte la Vitamina C. Il consumo giornaliero di due kiwi per quattro settimane migliora la capacità antiossidante nei soggetti con iperlipidemia, ossia un quadro lipidico non ottimale.

Si è visto come il consumo settimanale di kiwi sia correlato al miglioramento dei profili lipidici nel sangue e alla riduzione dei rischi cardiovascolari. Ciò porta alla conclusione che le proprietà del kiwi possano giocare un ruolo nella gestione di alcune patologie a carattere cronico-degenerativo, come ad esempio il diabete, in particolare quello di tipo 2, le cui cause sono da ascriversi più allo stile di vita e alle abitudini alimentari.

Il kiwi verde e il kiwi giallo hanno rispettivamente indici glicemici (IG) misurati di 39 e 48, che li collocano nella categoria degli alimenti con un basso indice glicemico (GI < 55).

La risposta glicemica a un frutto dipende non solo dall’indice glicemico, ma anche dalla quantità di carboidrati che si trovano al suo interno. Poiché il kiwi contiene solo il 12% circa di carboidrati disponibili e un IG basso, l’impatto che il kiwi produce sui livelli di glucosio nel sangue è basso, tanto da essere tollerato da persone con resistenza all’insulina o peggio, diabetiche.

Il contenuto di fibre del kiwi può inoltre causare un ritardo nell’assorbimento dei carboidrati, attraverso un’azione di rigonfiamento che riduce la velocità di diffusione degli zuccheri.

Questo è dovuto al fatto che le fibre contenute nel kiwi hanno una buona capacità di trattenere l’acqua. Quando queste vengono ingerite, le fibre contenute nel kiwi trattengono l’acqua, gonfiandosi e ispessendosi, acquisendo una consistenza gelatinosa.

Quando il pasto viene digerito, gli alimenti vengono scissi in zuccheri più semplici, che si muovono più lentamente lungo la sostanza gelatinosa formatasi dalle fibre. In questo modo, gli zuccheri vengono assorbiti lentamente nel sangue e l’energia viene rilasciata più gradualmente.

È stato dimostrato che l’assunzione di tre kiwi al giorno per 3 settimane migliora la pressione, nonché effetti antitrombotici nei fumatori di sesso maschile, di mezza età e anziani.

Le proprietà antiossidanti del kiwi

La presenza di componenti antiossidanti come vitamina C, vitamina E, polifenoli, un favorevole rapporto tra Sodio e Potassio potrebbe spiegare i benefici effetti fisiologici legati al frutto.

Questo cospicuo apporto in antiossidanti rende interessante il consumo di Kiwi anche in un’ottica più “dermocosmetica”, ad esempio finalizzata al contrasto dell’acne.

A rinforzo di questa tesi, l’elevato quantitativo di Alfa-idrossiacidi, sostanze dalle spiccate proprietà esfolianti, ampiamente utilizzati in cosmetica e di cui il kiwi è particolarmente ricco.

La funzione degli Alfa-idrossiacidi è quella di migliorare l’aspetto della pelle a 360 gradi, intervenendo su impurità, macchie e rughe, nutrendo in profondità il derma e favorendo la produzione di collagene.

La Vitamina C sembra poi potenziare ulteriormente l’effetto degli alfa-idrossiacidi, essendo poi essa stessa coinvolta nei processi di rigenerazione del collagene. Nel Kiwi troviamo inoltre un buon quantitativo di Vitamina A, in grado anch’essa di svolgere un’azione antiossidante e tonificante, essendo rimedio d’elezione come contrasto all’acne.

Inoltre, il kiwi protegge dai raggi UV grazie alla Vitamina E, antiossidante che contrasta la comparsa di macchie e inestetismi della pelle dovuti all’esposizione solare, all’inquinamento ambientale o da abitudini scorrette come ad esempio quella del fumo.


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